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Lunedì 01 Marzo 2010 19:36 |
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RECENSIONI CONTRO IL SENSO COMUNE
(a cura di Robin Book)

A leggere certe classifiche dei libri più venduti e soprattutto a sentire i commenti della gente, sempre più spesso ho la terribile impressione di ritrovarmi intrappolato, senza via di scampo, in una tragica favoletta. Avete presente I vestiti nuovi dell'imperatore? Dei sarti furbacchioni rifilano al vanesio imperatore vestiti di stoffa così speciale e raffinata, a loro dire, che solo le persone intelligenti e di buon gusto sono in grado di vedere. Così quando l'imperatore sfila nudo per la città, tutti fanno a gara a decantare quanto sono meravigliosi ed eleganti i suoi vestiti nuovi. Sarà la voce libera e innocente di un bambino, a ristabilire la verità.
Per certi libri sembra valere lo stesso identico, perverso meccanismo. A dire che non ti sono piaciuti, rischi di fare la figura dell'insensibile o dell'ignorante. A dire che sono bellissimi, entri a far parte del mucchio, avvolto e protetto da un confortante conformismo (sub) culturale che ti pone nella media.
Bene, io alla Fantozzi non ci sto, rifiuto l'omologazione, la piaggeria. E vi spiego le ragioni per cui alcuni libri tanto osannati da pubblico e critica non mi sono affatto piaciuti.
(Attenzione anticipazioni sulle trame)
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Marzo 2010 19:50 |
Commenti
J.L. Borges
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