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Altai PDF Stampa E-mail
Scritto da Erik   
Lunedì 08 Marzo 2010 20:52

altai_copertinaEditore: Einaudi (2009)

Autore: Wu Ming è un autore collettivo nato nel 1999. Ha pubblicato romanzi come "Q", "54" e "Manituana", oltre a vari romanzi e racconti a firma dei singoli membri del collettivo, come il bellissimo "Stella del mattino".

 

La storia di "Altai" ha inizio nel 1569, quando una tremenda esplosione distrugge parte dell'Arsenale di Venezia. Il colpevole del grave fatto viene subito identificato in Emanuele De Zante, una spia della Repubblica, giudeo convertito.

Emanuele riesce a sgusciare tra le dita della polizia segreta veneziana e, costretto alla fuga, verrà coinvolto nelle trame tra i regni europei e i potenti notabili dell'Impero Ottomano che precedettero la guerra di Cipro e la battaglia di Lepanto.

 

 

Si è molto discusso se "Altai", presentato come seguito di "Q", possa o meno essere considerato effettivamente la continuazione del romanzo d'esordio dei Wu Ming. Da un lato infatti appare come una narrazione autonoma, Ismael (Lot, Ludwing, Tiziano, ecc...: l'uomo dai molti nomi protagonista di "Q") vi compare ma ha una parte tutto sommato marginale nel corso degli eventi. Inoltre il collegamento con i fatti raccontati in "Q" è davvero labile, così che a un lettore non è affatto necessario aver letto il primo romanzo per potersi godere "Altai".

A parte questo, nei due incipit del romanzo, si inizia subito a respirare aria di casa: da un lato la dolce sera del Bosforo sembra riprendere gli ozi costantinopolitani alla fine di "Q", dall'altro una Venezia notturna illuminata dagli incendi che ci riporta alla resa dei conti con la spia del Sant'Uffizio. In effetti, se Qoelet e Tiziano sono i grandi assenti di "Altai", De Zante non sembra altro che la trasposizione nello spazio e nel tempo di Qoelet, come se in un altra vita e sotto un'altro nome gli si concedessero circostanze favorevoli a una sorta di redenzione.

L'ambientazione storica è molto curata, come di solito avviene nei lavori dei WM, vi si ritrovano così descrizioni e dinamiche vive e credibili che danno forza alla narrazione. Da apprezzare lo sforzo di calare mentalità e pensieri dei personaggi nel loro contesto storico, operazione questa assai più complessa della semplice ricostruzione esteriore di un'epoca e che, tra alti e bassi, sembra in "Altai" abbastanza riuscita.

Un'altra pecca che diversi recensori hanno rilevato in questo romanzo è un atteggiamento poco imparziale dell'autore. Questa parzialità è stata di volta in volta individuata nei confronti dell'Impero o della Serenissima tuttavia, pur essendo WM un collettivo che fa della "militanza" un elemento programmatico del suo lavoro, non posso onestamente dire di aver trovato nel libro passi troppo sbilanciati in un senso o nell'altro, e comunque non al di fuori delle plausibili opinioni dei personaggi e di una corretta documentazione, per quanto mi è possibile giudicare.

 

Nonostante un finale troppo prevedibile è un romanzo da consigliare e regalare agli amici.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Marzo 2010 21:06
 

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